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Stipendi bassi, poca meritocrazia: ecco perché i laureati scappano
Published 07/08/2026
Il Giorno, 22 - 22
In Italia emigrano otto giovani ogni mille abitanti, oltre il doppio della Germania. Un dato che racconta la difficoltà del Paese nel trattenere il proprio capitale umano. La mobilità internazionale è un’opportunità di crescita individuale, ma quando assume dimensioni strutturali diventa un costo per il sistema Paese: l’Italia perde competenze, innovazione e capacità competitiva. Nel volume Yes-Youth Enhancement Score, curato dall’Ufficio Studi Liuc e pubblicato da Guerini Next, abbiamo analizzato una tendenza in costante crescita da oltre un decennio, accelerata dopo la pandemia. A destare preoccupazione è la crescente emigrazione di laureati: la perdita netta di laureati under 39 è più che raddoppiata in tre anni: da circa 14mila nel2022 a 30mila nel 2024. La Lombardia, principale area economica del Paese, registra però oggi il più elevato saldo netto negativo: oltre 5.000 in un solo anno. II problema non è la capacità di formare capitale umano, ma quella di valorizzarlo. Le ragioni sono ormai chiare. I giovani non lasciano l’Italia perché manca il lavoro, ma in cerca di opportunità migliori. Contano retribuzioni più competitive, percorsi di carriera trasparenti, ambienti meritocratici, una migliore conciliazione tra vita e lavoro e la possibilità di maturare esperienze internazionali.