Abstract
In tema di operazioni commerciali "triangolari" che vedono coinvolti soggetti extracomunitari e comunitari, è facile nella pratica professionale trovarsi di fronte a un’errata applicazione della disciplina IVA, con inevitabili conseguenze di ordine sanzionatorio. In questo ambito, la sentenza della Suprema Corte di Cassazione oggetto del presente commento offre un utile chiarimento sugli effetti IVA che si vengono a determinare nel caso in cui un soggetto IVA italiano si trovi a fatturare la vendita di propri beni situati sul territorio nazionale a un soggetto extracomunitario privo di stabile organizzazione o rappresentante fiscale, con successiva consegna degli stessi in uno degli Stati dell’Unione Europea a un terzo soggetto ivi residente anche fiscalmente.