Abstract
Machine learning: alcune sentenze straniere Nella rassegna di giurisprudenza comparata in materia di nuove tecnologie si analizzano i provvedimenti più recenti in materia di decisioni automatizzate effettuate da algoritmi di machine learning, in particolare per quel che concerne la comparazione tra prodotti e l'attribuzione di benefici sociali. Gli ADM (ovvero i programmi di automated decision making) riguardano una serie di procedimenti elaborati su base algoritmica capaci di elaborare decisioni senza il diretto intervento umano e sulla base di una loro propria esperienza. Si tratta di programmi di “machine learning” che rientrano nella più ampia categoria di tecnologie cosiddette di “intelligenza artificiale”. Infatti, con la locuzione “machine learning” si intende ogni metodologia e tecnica che, sulla base dei dati acquisiti, sviluppa nuove conoscenze e nuovi modelli, i quali sono in grado di fare previsioni future sulla base di ciò che hanno appreso. In Germania, l'OberlandesgerichtOberlandesgericht (OLG) di Colonia ha stabilito che i confronti tra i prodotti destinati al consumo effettuati attraverso algoritmi decisionali automatici non possono essere definiti “test”. La società convenuta offriva test di prodotti destinati ai consumatori, il caso in questione riguardava un confronto tra avvitatori a batteria, con la presentazione di valutazioni del tipo “molto buono”, ovvero “adeguato”. Tuttavia, nel caso di specie è stato accertato che non venissero effettuati realmente veri e propri test approfonditi dei dispositivi, come accade regolarmente per le valutazioni (molto popolari in Germania) della Stiftung Warentest, mentre siffatti avvitatori non erano stati testati né in laboratorio, né da esperti ma “solo” basandosi sulle valutazioni provenienti da un algoritmo, e ciò non risultava chiaramente dal sito in questione. Pertanto, i giudici tedeschi hanno stabilito che ai sensi della Sezione 5 (1) UWG (Gesetz gegen den unlauteren Wettbewerb, cioè la legge in materia di concorrenza sleale), chiunque intraprenda un atto commerciale ingannevole che possa indurre il consumatore, o un altro operatore di mercato, a prendere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso, agisce in modo sleale. Pertanto, siffatto atto commerciale è fuorviante se, tra le altre cose, contiene informazioni false o altre informazioni idonee a trarre in inganno il consumatore sulle caratteristiche essenziali dei beni o servizi come vantaggi, proprietà o componenti essenziali dei test dei prodotti o servizi. L'esperienza ha dimostrato che i test di prodotto sono molto importanti per le vendite delle aziende valutate, quindi la descrizione fuorviante di un confronto come tali test di solito convince all'acquisto. In conseguenza di ciò, secondo i giudici tedeschi, l'uso del nome di dominio “test.net” per la pubblicazione di confronti valutativi di prodotti basati su algoritmi e la designazione di questi confronti come "test" è fuorviante ai sensi della Sezione 5 (1) UWG. In Olanda, la Rechtbank den HaagRechtbank den Haag (Corte distrettuale dell'Aja) ha bandito l'uso dell'algoritmo SyRI, (System Risk Indication). Si tratta di un modello di decisione automatizzata sviluppato dal ministero degli affari.