Abstract
Tra le criticità delineate dall'impiego da parte della giurisprudenza di legittimità del divieto di abuso del diritto in campo tributario, la più importante è certamente quella relativa alla nozione di pratica abusiva, che stenta a trovare una sistemazione rigorosa, anche a causa dell'eterogeneità delle situazioni. Le criticità sono aggravate dal fatto che la Corte di cassazione si serve del divieto per risolvere controversie riguardanti fenomeni, generalmente di indole simulatoria, che nulla hanno in comune con l'abuso del diritto in senso proprio e che, soprattutto, non richiedono il ricorso al divieto medesimo per essere efficacemente combattuti. Nella sfera delle imposte sui redditi, peraltro, una seconda questione si affaccia con sempre maggiore frequenza: quella dei rapporti tra l'abuso, per come elaborato dalla giurisprudenza, e l'elusione individuata nell'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973.