Abstract
Questo studio intende esaminare l'istituto delle sanzioni alternative come inserito nel [Codice del processo amministrativo] in esito al recepimento della direttiva ricorsi 07/66/CE. L'esame della fattispecie di diritto positivo è spunto per una serie di riflessioni giuridiche concernenti alcuni profili d'incostituzionalità che la disposizione pare mostrare all'interprete per come è stato disciplinato il nuovo potere in questione oltreché per alcune considerazioni sull'influenza che le predette sanzioni ex art. 123 c.p.a. ingenerano sulla struttura del processo amministrativo. Quest'ultimo, infatti, tende oggi, come esito di un lento percorso evolutivo, a raggiungere i canoni di una compiuta "giurisdizione soggettiva" in contrasto, dunque, e discorde rispetto all"obiettivizzazione" che, viceversa, tali sanzioni appaiono imprimere ad esso. Sarà occasione, in conclusione del lavoro, per indagare quali alternative, in chiave "de iure condendo", offra l'ampiezza lessicale del testo della direttiva al fine di far conseguire una maggiore stabilità costituzionale e comunitaria al nuovo strumento sanzionatorio.