Abstract
L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale generativa (AI Gen) nei processi decisionali segna una nuova fase del rapporto tra umano e macchina. Da semplice supporto, l'AI diventa un vero e proprio interlocutore, capace di influenzare come le decisioni sono costruite e giustificate. Attraverso un esperimento qualitativo in un contesto simulato di selezione del personale, esploriamo come l'AI adatti linguaggio e tipo di consiglio in base alle caratteristiche percepite dell'interlocutore. I risultati mostrano che l'AI modula il tono anche senza dati espliciti, rivelando una forma di interpretazione sociale incorporata. Lungi dall'essere neutrale, l'AI partecipa attivamente alla costruzione della decisione, rendendo necessaria una consapevolezza critica del suo potere discorsivo e performativo nel contesto organizzativo.