Abstract
Il divieto di maternità surrogata non ha impedito alle coppie omosessuali ed eterosessuali infertili di recarsi all'estero per avere un figlio attraverso siffatto procedimento e tentare di trascrivere l'atto di nascita nel Paese d'origine. Le barriere legate alle questioni giuridiche sul trasferimento del riconoscimento della filiazione sono state analizzate alla luce della giurisprudenza nazionale e sovranazionale, in particolare in riferimento alla Corte europea dei diritti umani. Questo articolo propone una ricostruzione sistematica della normativa in alcuni ordinamenti giuridici comparati, con particolare attenzione alla trascrizione dell'atto di nascita straniero tra i nati da gestazione per altri e il genitore d'intenzione.