Abstract
L'ordinamento italiano ha assistito, negli anni 2005 e 2006, all'introduzione di imporatanti novità in tema di corporate governance, con lo scopo di migliorare il clima di fiducia negli investitori e di favorire la trasparenza informativa e di comunicazione nel particolare ambito delle società quotate. Più specificamente, ci si riferisce alla legge n. 262/2005, nota come "Legge per la tutela del risparmio" la quale ha fatto seguito alle riforme del 1998 (Testo Unico della Finanza) e del 2003 (riforma del diritto societario), nonché alla revisione - dotata 2006 - del "Codice di autodisciplina", da parte di Borsa Italiana S.p.a. Il contributo si propone di analizzare, tramite un'indagine empirica, quali siano oggi in Italia i principali limiti e gli spazi di miglioramento nel funzionamento dei sistemi di controllo societario e nel ruolo delle tre figure professionali ad essi preposte: Internal Auditor, sindaci e revisori contabili.