Abstract
L'autore si propone di esaminare l'art. 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 attraverso il prisma dell'interesse giuridico tutelato. La chiave di lettura della disposizione è rinvenuta nel comma secondo lettera a): "non conformità dell'utilizzo degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato". In particolare il concetto giuridico di "mercato" colora indelebilmente la lettera della norma. Viene così individuato l'interesse giuridico tutelato nell'art. 10-bis: garantire l'equo riparto del carico tributario nel mercato. Allo scopo di rendere concreta ed operativa la proposta ricostruttiva L'autore ricerca i criteri che possano consentire di risolvere le singole questioni applicative mediante l'utilizzo del modello interpretativo proposto. Così per accertare l'abuso è necessario esaminare il fine della condotta dell'agente (cioè l'interesse acquisitivo, modificativo, costitutivo ad un bene della vita), il fine tipico (cioè la finalità prevista dall'ordinamento in vista della quale è attribuito a quell'atto quel particolare effetto giuridico) ed il fine economico (cioè la finalità della operazione coerente con la normale logica di mercato). Nel legittimo risparmio di imposta il fine dell'agente, il fine tipico ed il fine economico coincidono; nell'abuso il fine dell'agente ed il fine tipico coincidono ma diverge il fine economico; nell'illecito il fine dell'agente ed il fine economico coincidono, ma diverge il fine tipico. Posto che nell'abuso il fine dell'agente ed il fine tipico coincidono ma diverge il fine economico è giustificata la particolare disciplina normativa dell'istituto (la motivazione rafforzata, l'obbligo del contraddittorio procedimentale, ecc.).