Abstract
Continua l'enforcement della protezione climatica in via giudiziaria: la giurisprudenza comparata Attivisti e associazioni per la tutela dell'ambiente proseguono la loro azione giudiziaria di fronte alle corti comparate affinché i trattati internazionali contro il cambiamento climatico e per la protezione ambientale non rimangano semplicemente dichiarazioni di intenti senza alcun rilievo concreto. In alcuni casi con clamorosi successi, in altri con meno efficacia. Vediamo come. In Australia, la Federal Court of Australia Federal Court of Australia ha deciso una causa promossa da otto ragazzi australiani che chiedevano un provvedimento d'urgenza per contrastare una presunta violazione del duty of care cui il Commonwealth Minister for the Environment (Ministro federale dell'ambiente) sarebbe tenuto confronti loro e degli altri bambini australiani. Data la loro minore età, la causa è stata avviata da una suora ottantaseienne dell'ordine delle Suore di Santa Brigida di Victoria. La violazione oggetto della causa riguardava una decisione presa dal Ministro convenuto che ha approvato l'estrazione di carbone da una miniera nel nord del New South Wales da parte della Vickery Coal Pty Ltd contraria all'Environmental Protection and Biodiversity Conservation Act 1999 (EPBC). Si trattava di un progetto di estrazione di di circa 168 milioni di tonnellate di carbone che avrebbe provocato, una volta bruciato, 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Secondo parte attrice, tale estrazione e la conseguente combustione del carbone, avrebbe provocato lesioni significative alla loro salute a causa della loro esposizione all'aggravamento del cambiamento climatico e pertanto l'atto autorizzativo del ministro doveva essere considerato un atto di negligence. La difesa del ministro ha negato che il danno prospettato dai minori possa essere considerato attuale, anzi che sia troppo remoto per essere ragionevolmente prevedibile e quindi considerabile alla luce della disciplina in materia di negligence. Il giudicante, Justice Bromberg, ha affermato che da un lato il ministro abbia un duty of care al fine di evitare decisioni ambientali che possano arrecare danni presenti e futuri alle giovani generazioni, tuttavia non ha concesso il provvedimento d'urgenza richiesto perché non era convinto che il ministro abbia concretamente violato il suo dovere di diligenza approvando il piano estrattivo, tuttavia ha stabilito che il governo ha l'obbligo giuridico di proteggere i giovani dal cambiamento climatico. Dato che l'estrazione carbonifera non è ancora iniziata, né la causa è conclusa, poiché ha riguardato al momento il solo procedimento d'urgenza, il Justice Bromberg si è riservato di esaminare le posizioni di entrambe le parti per qualificare nello specifico le implicazioni del duty of care del Ministro nella decisione relativa all'ampliamento della miniera. In Olanda, il Rechtbank Den HaagRechtbank Den Haag ha ordinato alla Royal Dutch Shell (RDS) di ridurre di almeno il 45% le emissioni di anidride carbonica entro la fine del 2030, rispetto ai livelli del 2019. Si tratta di una decisione rilevante perché per la prima volta una corte ha ritenuto una compagnia petrolifera privata responsabile del cambiamento climatico in corso.