Abstract
Il diabete è una delle patologie maggiormente prevalenti nel contesto italiano e la tipologia 2 (DMT2) rappresenta circa il 90% dei casi di diabete. Tra le terapie farmacologiche utilizzate per la gestione del DMT2, gli inibitori del co-trasportatore SGLT-2 si sono dimostrati sicuri ed efficaci nella riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco e degli eventi cardiovascolari. L’obiettivo dell’analisi è la valutazione delle ricadute economiche legate all’utilizzo di inibitori del SGLT-2 per il trattamento di pazienti affetti da DMT2 nel contesto nazionale italiano. Il modello di impatto sul budget è strutturato in un orizzonte temporale di 5 anni e considera uno scenario legato all’attuale modalità di gestione dei pazienti affetti da DMT2, e un secondo scenario che prevede un progressivo switch di terapie a favore degli inibitori del SGLT-2. Il punto di vista assunto è quello del Servizio Sanitario Nazionale e l’analisi considera i costi sanitari diretti correlati a: terapia farmacologica, attività di automonitoraggio, attività di monitoraggio e follow-up, eventi clinici legati al diabete, eventi avversi correlati alle terapie. Considerando una popolazione eleggibile all’anno di partenza pari a 73.042 soggetti, uno switch annuo del 15% dei soggetti in trattamento con inibitori della DPP-4 e con altre terapie (Sulfaniluree, Glitazoni, Inibitori dell’alfa-glucosidasi e Segretagoghi non sulfanilureici) verso inibitori del SGLT-2 porterebbe ad un decremento dei costi compreso tra -0,8 milioni euro nell’anno 1 e -3,0 milioni di euro nell’anno 5, principalmente spiegato dal decremento degli eventi clinici legati al diabete e dei relativi costi. In conclusione, un incremento delle quote di mercato di inibitori del SGLT-2 rispetto ai comparatori considerati comporterebbe un decremento dei costi sanitari diretti correlati alla gestione dei soggetti affetti da DMT2, risultando quindi sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale.