Abstract
Gestire il conflitto nelle organizzazioni è fondamentale per mantenere l'ambiente stimolante, poco stressante, creativo e produttivo. Non tutti, però, sono dotati per natura delle competenze di base per farlo e, comunque, sia ai più capaci sia ai meno fortunati, avere modelli di riferimento elaborati da anni di studi e prove empiriche, non può che agevolare. Proprio a questo fine è utile la managerial grid, o griglia di gestione declinata secondo il modello del duplice interesse: a orientare i comportamenti comunicativi degli agenti in conflitto verso una corretta gestione del conflitto stesso. Elaborata nella sua forma iniziale da Blake e Mouton, nel 1964, la managerial grid rappresenta graficamente come variano gli stili comunicativi e comportamentali del manager in funzione agli interessi per la persona (subordinato o superiore) e all'interesse per la produzione. Ad esempio, qualora il suo interesse per la persona e quello per la produzione siano alti, egli adotterà uno stile integrativo, mirato cioè a conciliare le esigenze di entrambi i fattori; quando, invece, il suo interesse per la persona sia alto mentre quello per la produzione basso tenderà ad assumere uno stile accondiscendente cedendo alle richieste della persona a discapito della produzione. Cinque sono gli stili che il manager, in situazioni conflittuali, si vede attribuiti da questo modello: l'evitamento, l'accondiscendenza, la controversialità, la tendenza al compromesso o la tendenza all'integrazione. L'intuizione emersa dalla managerial grid ha stimolato numerosi studi che hanno condotto a due importanti risultati. Il primo a riconoscere come gli stili varino in funzione dei propri interessi e dell'interesse per l'interlocutore (la teoria del duplice interesse); il secondo a riconoscere come questo modello oltre a individuare gli stili, ossia i comportamenti assunti inconsapevolmente da un manager in situazioni conflittuali, sia in grado di indicare come questi stili possano essere adottati consapevolmente per raggiungere gli obiettivi desiderati. Sarà l'esposizione di questo modello, delle diverse strategie comunicative identificate da tale modello e delle condizioni in cui tali strategie risultano efficaci, a costituire l'obiettivo di quest'articolo. In tal modo saranno date non solo indicazioni su com'è possibile impiegare più efficacemente comportamenti che spesso già agiamo in contesti non appropriati, ma anche di essere partecipi del cambiamento che ha reso possibile agli studi sul conflitto di diventare una vera e propria scienza.