Abstract
Armi biometriche autonome e difesa dell’UE: sfide giuridiche e strategiche nell’era del disordine. La crescente accessibilità delle tecnologie di stampa 3D e 4D, combinata con la diffusione su larga scala di sistemi di intelligenza artificiale generativa, solleva sfide senza precedenti nel diritto comparato e nella strategia di difesa. La possibilità di una produzione autonoma di armi sconvolge i tradizionali quadri giuridici, etici e normativi, soprattutto alla luce del nuovo piano di riarmo, della strategia di sicurezza e del pacchetto di difesa recentemente annunciati dall’Unione Europea. Con l’intensificarsi delle discussioni su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla NATO e il riemergere di attentati terroristici sul territorio dell’UE, le politiche di sicurezza europee devono affrontare la nuova realtà delle minacce tecnologiche emergenti rappresentate da armamenti autonomi auto-prodotti. Questo articolo esamina criticamente le lacune normative e gli approcci giuridici comparati a queste tecnologie, concentrandosi sulla risposta dell’UE alle minacce asimmetriche e ibride. L’assenza di meccanismi efficaci per il rilevamento di armi non metalliche potenziate dall’IA, unita ai rischi posti da droni autonomi e sistemi di puntamento basati sul riconoscimento facciale, richiede un’attenta analisi giuridica urgente. La combinazione tra armi guidate dall’intelligenza artificiale e la strategia digitale dell’UE, che promuove la condivisione massiva di dati, solleva preoccupazioni in merito alle tecnologie a duplice uso, alla proliferazione degli armamenti e all’applicazione del diritto internazionale umanitario. È urgente un’analisi comparativa dei quadri normativi nazionali e a livello UE in vista di una regolamentazione armonizzata e di un approccio comune alla difesa che consideri le minacce poste dai sistemi di IA. Questo articolo esplora come i sistemi giuridici europei, in coordinamento con gli attori internazionali, possano affrontare il difficile equilibrio tra innovazione tecnologica, diritti individuali e sicurezza. Inoltre, l’articolo sostiene la necessità di un trattato internazionale sulle armi letali autonome, considerando l’incertezza crescente sul futuro della NATO e il potenziale ruolo dell’UE come attore militare indipendente.