Abstract
In Sanità, l'attenzione verso i sistemi di programmazione e controllo è sempre viva: il superamento dei tradizionali modelli e l'implementazione di nuove modalità di tipo multidimensionale è, ormai, una esigenza sentita sia dalla componente clinica, sia da quella gestionale, eppure non viene univocamente ricercata. La Clinical Governance può rappresentare un buon modello, ma per divenire una pratica operativa necessita di una attenta pianificazione e comunicazione tra le differenti figure professionali sanitarie, nonché di una localizzazione rispetto alle differenti esigenze specialistiche. È necessario dunque agire in un'ottica multidimensionale e multidisciplinare, sostituendo la misurazione dell'output e della prestazione sanitaria, alla valutazione degli esiti generati, in termini di outcome e, quindi, anche di qualità. Solo un percorso di questa tipologia e l'affermarsi della clinical governance potranno effettivamente consentire un generale miglioramento dei servizi, con una riduzione delle spese per il Servizio Sanitario Nazionale. Tutto ciò necessita, però di un buon sistema di connessione con il percorso di programmazione e controllo, quindi, di budget. In questo contesto, sono sufficienti indicatori che vanno a monitorare la durata media della degenza e il tasso di re-ricovero a 30 giorni? Oppure è possibile fare qualcosa di più? Si cercherà di rispondere a questa domanda, attraverso una digressione, dove la qualità diventerà uno strumento e un vero e proprio personaggio, non solo tecnico, ma soprattutto gestionale.