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Title: Da Giacobbe a Israele: il rito nelle relazioni individuo-organizzazione
Authors: Ruffini, Renato
Traquandi, Luciano
Castellucci, Patrizia
Sferrazzo, Roberta
Issue Date: 2016
Publisher: Este
Bibliographic citation: Ruffini Renato, et al. (2016), Da Giacobbe a Israele: il rito nelle relazioni individuo-organizzazione. In: Sviluppo & organizzazione, n. 272, settembre/ottobre 2016, p. 67-79. ISSN 0391-7045.
Abstract: Ogni relazione interpersonale si caratterizza per la sua complessità. Spesso è un rapporto oscillante tra incontro/scontro, lotta/abbraccio, aggressione/abbandono fiducioso, e deve essere gestita con enorme rispetto dell'altro. Come nella metafora biblica di Giacobbe che lotta con l'angelo, la relazione può creare ferite ma anche generare benedizioni, cioè occasioni di crescita. Nel mondo economico (e nelle imprese) tuttavia la relazione tende a essere semplificata e ridotta a mero scambio utilitaristico. Tale semplificazione fa sì che spesso nelle organizzazioni le relazioni creino "ferite" psicologiche, cioè delusioni e frustazioni che gli individui non riescono a rielaborare, trasformando queste delusioni in elementi di riflessione e di crescita personale. In pratica le "ferite" non diventano "benedizioni", cioè profezie di sviluppo futuro. Il lavoro si propone di comprendere attraverso quali percorsi le "ferite" possono trasformarsi in "benedizioni". Una delle possibili risposte a questa domanda sta nel fatto che le organizzazioni moderne, in particolare nei Paesi occidentali, utilizzando una razionalità economica di scambio utilitaristico e strumenti manageriali molto formalizzati, basati su liturgie con una loro ferrea ortodossia, non sembrano essere più in grado di riconoscere e gestire adeguatamente i riti che esistono al loro interno, i quali costituiscono lo strumento fondamentale per mantenere l'equilibrio tra identità individuale e identità collettiva, e quindi permettono all'individuo "ferito" di vivere ed elaborare una promessa di futuro ad ogni delusione e sconfitta.
The interpersonal relationship, referring to the biblical metaphor of Jacob's fight with the angel, appears extremely complex, as it is often a relation oscillating from encounter to clash, fight to embracement, and aggression to faithful abandoning. It has to be managed with an extraordinary respect from the other. Frequently interpersonal interaction cause personal wounds but also generate "blessing", i.e. changes for growth for the involved individuals. Nevertheless the human relationship within the business world (and companies specifically) tends to be simplified and downgraded to a merely opportunistic exchange. This excessive simplification causes in organizations such relations that may produce psychological wounds, i.e. disappointments and frustrations, that the person are not in condition to process, in order to transform these disillusions in opportunities for reflection and personal growth. In practice, the wounds do not become "blessing", i.e. prophecies for an eventual personal development. This paper aims to identify what paths within the social and organizational contexts lead wounds to blessing. One possible answer to this question is the evidence that modern organizations, particularly those in the western world, adopting an economic rationality of opportunistic exchange and very formalized managerial instruments, based on liturgies with a strong orthodoxy, don't seem any longer able to acknowledge and manage adequately the organization's embedded rites. These rites and rituals constitute the fundamental apparatus to maintain the balance, between individuals and collective identity, which would allow the wounded person to experience, process and generate a promise of future from disappointment and defeat.
URI: http://arl.liuc.it/dspace/handle/2468/4322
Journal/Book: Sviluppo & organizzazione
ISSN: 0391-7045
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